Sveglia!! Il grido di allarme dei tifosi per lo stadio Marcello Melani

di Graziano Breschi

Con un lunghissimo comunicato il neonato Comitato per l'Unione di Pistoia Arancione ha lanciato un grido di allarme sullo stato di salute del Marcello Melani e su quelle che potrebbero essere le conseguenze per il campionato 2019/20. Ieri sera il comitato si è riunito presso la Casa del Popolo di Bottegone al cospetto di tanti tifosi i incuriositi dal saper quale era stato il tenore dell'incontro fra il comitato e l'amministrazione comunale avvenuto nel pomeriggio di ieri con l'Amministrazione comunale alla presenza del Sindaco Tomasi, degli assessori Capecchi e Magni e del consigliere comunale Vespignani. In rappresentanza dei tifosi organizzati erano presenti Giovanni Ulivi, Mauro Baiocchi, Luca De Marco e Johnny Colosimo a cui è toccato il compito di relazionare sull'incontro in Comune. Altamente elogiabile il comportamento della tifoseria anche e soprattutto in prospettiva futura, anche perché il nuovo corso voluto dal presidente FIGC Gravina e dal presidente della Lega Pro Ghirelli sembra andare verso un sicuro inasprimento delle norme che riguardano gli stadi. Della serie chi non è in regola non parte! A breve dovremo saper anche il pensiero della US Pistoiese 1921 nella persona del presidente Orazio Ferrari.

"Sveglia!! Innanzitutto ci presentiamo: siamo un gruppo di tifosi della Pistoiese di età differenti, ognuno proveniente da un luogo diverso della provincia, ognuno con la sua esperienza di tifo alle spalle. Ciò che ci accomuna è l'incrollabile fede arancione e la volontà di riavere uno stadio degno di tale nome, in cui poter tornare a sostenere i nostri beniamini, senza il rischio di vedercelo cascare in capo.

L'incertezza e la sofferenza sono elementi scolpiti da sempre nel nostro credo, il (quasi) "mai una gioia" un tassello insostituibile del nostro DNA. In quarant'anni, prima la serie A, poi un rapido declino, fino al primo fallimento. La rinascita, altri quattro anni di serie B e poi di nuovo giù, sempre più giù, fino a sprofondare addirittura in Eccellenza. L'ennesima risalita, grazie all'attuale proprietà, fino all'anonima e avvilente serie C odierna.

"Avvilente" è un aggettivo che si sposa molto bene anche con l'attuale condizione dello stadio Marcello Melani, il tempio della nostra passione, ormai forse nemmeno più degno di portare il nome del condottiero che ci condusse sulle pianure della gloria.

La situazione è arcinota e sotto gli occhi di tutti. Dalla sua costruzione, ultimata nel 1966 (con l'edificazione di tribuna e gradinata), poco e nulla è stato fatto per lo stadio della nostra città. E quel poco con neanche troppo criterio.

Nel 1980, con la serie A, fu edificata in fretta e furia la curva Nord; una soluzione di fortuna, non troppo uniforme agli altri due settori, ma il tempo stringeva e quel mix di ferro e cemento prefabbricato era il massimo a cui si potesse ambire.

Nel 1999, la serie B impose la costruzione di un nuovo settore ospiti e si rimedió con le tre tribunette in curva Sud, l'ennesimo inguardabile rattoppo in nome dell'ottenere "il minimo con il minimo sforzo".

Col passare degli anni, e siamo ai giorni nostri, ai problemi "estetici", si sono aggiunti dei ben più gravi problemi strutturali, che hanno portato prima alla chiusura della gradinata e poi a quella della curva Nord. La tribuna per il momento pare salva, grazie al prossimo intervento annunciato recentemente dal Comune, anche se, onestamente, ci pare che quei denari si sarebbero potuti spendere prima e meglio.

Non siamo qui a cercare dei colpevoli della situazione dello stadio, ma a chiedere una presa di coscienza da parte di tutti, al fine di trovare una soluzione rapida e duratura. Questo stadio ci ricorda un po' il Titanic, ma se fu chiaro quasi subito che, una volta centrato l'iceberg, il Titanic sarebbe affondato, qui abbiamo ancora delle possibilità e il salvabile si può ancora salvare. Oppure rifare, che sarebbe ancora meglio.

Ci rivolgiamo all'Amministrazione Comunale, alla US Pistoiese 1921 e a tutti gli imprenditori della città e della provincia. Il tempo è scaduto. Sveglia!!!

Abbiamo citato per primo il Comune perché l'impianto è comunale e riteniamo che l'attuale amministrazione abbia il dovere di restituire alla città uno stadio dignitoso. Investire nello sport significa investire in cultura, in aggregazione, nel sociale. E un'amministrazione che fra qualche anno si dovrà ripresentare agli elettori, un'occasione così dovrebbe coglierla al volo.

Doverosa premessa: siamo ben consapevoli delle problematiche che affliggono tutta l'impiantistica sportiva cittadina, passando per la viabilità e l'urbanistica in generale. Problemi non meno gravi di quello che vi stiamo sottoponendo. Per tale motivo, abbiamo l'onestà intellettuale di non chiedere di costruire il Maracanà in due mesi, ma pretendiamo in primo luogo chiarezza. Diteci chiaramente come intendete muovervi e come, se ristrutturando o ricostruendo, se affidandovi alle casse comunali o con una concessione poliennale ad un privato. E dopo fatelo, possibilmente in modo veloce, efficiente e trasparente.

La Pistoiese, come noi tifosi, è un po' la parte lesa di tutta la vicenda, dato che la struttura non è di sua proprietà e deve assistere, senza poter intervenire, al suo degrado. Ciò che chiediamo alla proprietà è di sfruttare il suo canale preferenziale e di farsi sentire ancora di più con l'amministrazione comunale, portando avanti quel progetto di presa in gestione dello stadio a cui pare che aspiri da anni. Non lo scopriamo certo adesso quanto uno stadio moderno ed efficiente possa attirare un maggior numero di tifosi e sopratutto di sponsor e nuovi soci.

Infine, chiamiamo in causa gli imprenditori di Pistoia e provincia, coloro che proliferano e fanno affari sul nostro territorio. Lo stadio, come tutti gli altri impianti sportivi sono della città e quindi anche vostri. Una città con degli impianti sportivi all'avanguardia, magari grazie ad un vostro aiuto, potrebbe essere un bel biglietto da visita e un investimento, in chiave di visibilità e credibilità, che potrebbe tornarvi indietro decuplicato nel giro di breve tempo. Uno stadio nuovo, una struttura moderna in grado di vivere sette giorni su sette, potrebbe rivelarsi una inesauribile fonte di profitto.

In fondo alla piramide, ci siamo noi tifosi. Noi non abbiamo grandi margini di manovra e nemmeno grandi risorse, se non la grande passione che ci muove. Su quella ci potrete contare, così come sulle nostre idee, molte delle quali (siamo onesti) sbocciate su Google, dove ci immergiamo ad invidiare realtà meno importanti e blasonate della nostra, munite però di stadi molto più belli e funzionali. In fondo, lo stadio è e sarà un po' anche nostro, quindi ci pare fondato esporre la nostra opinione, i nostri suggerimenti e, perché no, rompervi civilmente i coglioni fino a che le nostre richieste non verranno accontentate. E statene certi, lo faremo." Comitato Stadio