Il Prefetto di Brescia dice no alla trasferta dei tifosi arancioni a Desenzano

di Graziano Breschi
Con provvedimento comunicato nella giornata odierna la Prefettura di Brescia ha disposto il divieto di accesso allo Stadio "Tre Stelle" di Desenzano sul Garda ai residenti della provincia di Pistoia.Tutto ha origine da una nota, la n° 36786 del 16 aprile u.s., della Questura di Brescia, che ha riferito all'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che la gara Desenzano - Pistoiese presentava elevati profili di rischio. L'Osservatorio Nazionale, a sua volta, ha rinviato alle valutazioni del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, organo che non ha fatto altro che confermare i rischi della gara e quindi ha chiesto al Prefetto di Brescia di valutare - sentito il questore - l'adozione del divieto di vendita dei biglietti ai residenti nella Provincia di Pistoia. Provvedimento che il Prefetto ha disposto nella giornata odierna.
Non c'è da meravigliarsi neanche troppo, quello che ha colpito la tifoseria pistoiese è uno dei tanti provvedimenti che hanno riguardato altre tifoseria in tutta Italia. Misure che colpiscono, purtroppo tutti, anche quegli sportivi che vanno tranquillamente in trasferta e che non hanno nessuna intenzione di creare problemi di ordine pubblico.
Il Presidente Sergio Iorio in una lunga nota, che di seguito pubblichiamo, si è detto assai amareggiato dal provvedimento:
«Viviamo questo provvedimento con profonda amarezza. Non ritengo giusto emettere questo provvedimento a pochissimi giorni dallo svolgimento della partita quando i nostri tifosi si sono già organizzati per venire a sostenere la squadra in questo momento decisivo per la stagione della Pistoiese. In questo modo si penalizza una società che ha sempre garantito rispetto e collaborazione con le autorità e, allo stesso tempo, precludendo la partecipazione dei tifosi arancioni, si alterano le condizioni dello svolgimento di una normalissima partita di Serie D. Si continua poi a scegliere una linea che colpisce indistintamente un'intera comunità di tifosi, senza distinguere tra comportamenti e responsabilità. La nostra gente ha sempre dimostrato attaccamento, partecipazione e grande senso civico, seguendo la squadra con passione ma anche con rispetto delle regole. Siamo pienamente consapevoli della necessità di tutelare ordine e sicurezza, ma misure di questo tipo finiscono per penalizzare proprio quella componente sana del tifo che rappresenta un valore per il calcio. Esistono strumenti più equilibrati per affrontare situazioni complesse, senza ricorrere a divieti così estesi. Provvedimenti come questo rischiano di impoverire il calcio, togliendo alla squadra il supporto dei propri sostenitori e contribuendo ad allontanare sempre di più il pubblico dagli stadi»
