Curiosando in casa della Pro Piacenza

14.09.2017

di Graziano Breschi

Fondata nel 1919, nel corso della sua storia è stata soggetta a diverse fusioni con altri sodalizi: il corrente assetto societario è stato assunto nel 2013, allorché l'Associazione Calcio Pro Piacenza Centro Ricreativo Dipendenti Difesa Arsenal (allora militante in Terza Categoria e titolare della tradizione sportiva dell'originaria "Pro") si unì all'Atletico BettolaPonte Pro Piacenza (militante in Serie D) adottandone il titolo sportivo e assumendo la denominazione Associazione Sportiva Dilettantistica Pro Piacenza 1919 (poi semplificata in Associazione Sportiva Pro Piacenza 1919 l'anno seguente). Dal punto di vista storico, la Pro è la seconda squadra della città di  Piacenza ed in particolare rappresenta il quartiere Besurica. Nel corso della ormai quasi centenaria storia ha quasi sempre giocato nei campionati dilettantistici e solo dall'annata 2014/15 partecipa ad un campionato professionistico. Guarda caso l'auge della Pro coincide perfettamente con la caduta in disgrazia della blasonata Piacenza Calcio che a fine 2012 subisce la radiazione da parte della FIGC dopo tre aste fallimentari andate deserte. Certo, ora che la vecchia e gloriosa Piacenza Calcio si è nuovamente riaffacciata alla serie C, rimane difficile capire com'è possibile che in una città di poco più di 1000.000 abitanti possano coesistere due realta a livello professionistico. Ci dicono che nel corso di questi ultimi anni varie volte si sia cercato di trovare un accordo per fare una fusione, ma inutilmente, vuoi per la accesa rivalità fra i tifosi,  vuoi anche per i cattivi rapporti fra le due dirigenze. Presidente dal 2016 è il vulcanico Alberto Burzoni (imprenditore nella produzione di componenti per macchine utensili) e dal giugno scorso anche unico proprietario. Presidente orgoglioso e tenace ha saputo dare delle buone basi alla squadra, affidandola ad un allenatore serio e preparato come Fulvio Pea (tecnico cresciuto all'ombra del bravo Gigi Simoni), bravo come pochi a lavorare con i giovani e che nella passata stagione calcistica ha portato la Pro ad un passo dai playoff conquistando ben 51 punti in classifica. Certo la squadra che tanto bene ha fatto la scorsa stagione è stata assai rinnovata. Fumagalli, Bini, Pesenti che era gli elementi di spicco non ci sono più e sono arrivati giocatori in cerca di rilancio (Gori, Mastroianni, Abbate, Starita, La Vigna)  ma d'altra parte questa è politica della società: vincere le sfide. Certo ripetersi ai livelli dell'anno scorso non sarà facile ma l'obiettivo primario dei rossoneri rimane quello di una tranquilla salvezza e la squadra sembra avere nelle sue corde questa capacità. L'uomo di maggior talento dell'undici piacentino è il ventinovenne Alessandro, trequartista giramondo dalla classe cristallina, capace spesse volte di risolvere gli incontri. Da lui in particolare dovranno guardare i difensori arancioni anche se la Pro Piacenza non è una squadra dove emerge il singolo ma un gruppo assai coeso che come dice mister Pea può mettere in difficoltà qualsiai compagine del girone, chiedere prego alla superfavorita Alessandria che domenica scorsa ha rischiato la sconfitta.

Per la stesura dell'articolo ci siamo avvalsi della preziosa collaborazione del collega e amico Nicolò Premoli  di www.SportPiacenza.it, che ringraziamo