Curiosando in casa del Monza

di Graziano Breschi

Arriva il Monza, una delle squadre più blasonate della serie C, per l'esordio casalingo degli arancioni, domenica al Marcello Melani. I biancorossi sono stati per lunghi anni nella serie cadetta sfiorando più volte la serie A senza, purtroppo, mai raggiungerla. La città brianzola una delle più importanti a livello di abitanti di tutto il girone A, negli ultimi quindici anni il Monza Calcio ha subito due fallimenti, uno nel 2004 e uno più recente nel 2015. Particolarmente doloroso quello di due anni fa: cinque milioni di euro, l'ammontare, euro più, euro meno, dei debiti lasciati in giro dall'Associazione Calcio Monza Brianza 1912 quando è fallita il 27 maggio 2015. La rinascita dei colori biancorossi ha un nome e cognome Nicola Colombo figlio di quel Felice che dal 1977 al 1980 fu presidente del Milan conquistando la stella del decimo scudetto ma che rimase coinvolto nello scandalo del calcio italiano del 1980, giornalisticamente nota come Totonero. La sentenza finale dei giudici sportivi ne decretò la squalifica a vita da cariche sportive. Il 2 luglio 2015, alla settima asta fallimentare (la seconda comprendente solo il marchio societario), l'offerta vincente risultò essere quella dell'imprenditore Nicola Colombo, si dice per circa 50.000 euro, si costituisce così la Società Sportiva Dilettantistica Monza 1912 a r.l

Ma chi è il presidente Nicola Colombo? E' vicepresidente di Cogefin, la holding di famiglia che raggruppa i seguenti brand: Smir che distribuisce materiale termoidraulico e per l'arredo bagno, GioStyle che si occupa di stampaggio di materie plastiche e fabbrica e commercializza i prodotti a marchio; e di Zincol che produce ossido di zinco. Un impero collegato a molteplici settori: partecipazioni di controllo e collegate in attività industriali, commerciali e immobiliari e partecipazioni finanziarie in società italiane e internazionali.

Nonostante comunque questa forza economica l'atteggiamento della famiglia Colombo è stata fin da subito improntata alla massima oculatezza. Il primo campionato della rinascita è finito infatti con il decimo piazzamento, una metà classifica che certamente ha creato malumori nella tifoseria. Lo scorso anno, invece, quello della rinascita la squadra è stata affidata ad un ex calciatore biancorosso, benvoluto dalla piazza, che si è portato dietro un manipolo di ragazzi dalla Caronnese dove aveva precedentemente allenato. La cavalcata dei brianzoli è stata trionfale ed è stato vinto il campionato con tre giornate di anticipo. A mettere la ciliegina sulla torta lo Scudetto di Serie D battendo in finale 2-1 il Ravenna a Fermo. Il debutto di domenica nel nuovo torneo di serie C è stato col botto, i biancorossi hanno battuto una delle favorite del girone, il Piacenza, per due a zero. La politica societaria, anche a livello di serie C, non è comunque cambiata, niente nomi altisonanti ma la conferma di tanti ragazzi che avevano vinto il campionato di D: Origlio, Riva, Adorni, Palesi, Gasparri, Guidetti, Perini, D'Errico, Palazzo. A questi la società ha aggiunto un altro manipolo di calciatori non propriamente di nome ma comunque assai motivati. Sacha Cori classe 1989, attaccante di peso e grinta, che anche la Pistoiese aveva cercato ad inizio mercato è certamente l'uomo più conosciuto della rosa. L'uomo di spicco, quello con più classe è il trequartista D'Errico che nella scorsa stagione ha pure realizzato 13 gol. L'età media dell'intera rosa è di 24 anni e questo la dice lunga anche sulle dichiarate ambizioni che sono quelle di una dignitosa salvezza. L'allenatore è Marco Zaffaroni una lunga carriera in serie C da calciatore e dal 2009 allenatore prima come vice a Perugia poi a farsi le ossa sui campi spelacchiati delle categorie dilettanti. I brianzoli si presentano a Pistoia con la massima umiltà ma anche con la consapevolezza di essere un gruppo coeso e determinato.

Per la stesura dell'articolo ci siamo avvalsi della preziosa collaborazione del collega e amico Camillo Chiarino di MBNews, che ringraziamo.