ACCADDE OGGI - 80 ANNI FA - Triste anniversario per la Pistoiese
di Athos Querci


La guerra è finita da qualche mese e tra le macerie ancora fumanti la vita riprende con sofferenza, tenacia e orgoglio. Il Monteoliveto viene liberato dalle tende militari e dalla Croce Rossa e in uno scenario che sa ancora di guerra, ma investito dal vento della libertà, rivedere la Pistoiese giocare e vincere è uno start per la rinascita di Pistoia che è avvolta nella miseria. Andare allo stadio è un modo per riaffacciarsi alla vita, un mezzo per sentirsi vivi, per sperare nel domani. Gli arancioni ricominciano dalla serie C che le spettava di diritto e si fanno molto onore e lottano per la promozione in B. Il 24 Febbraio 1946, però, si arrabbiarono così tanto che arrivarono a picchiare un arbitro. Cosa successe è sempre stato tramandato perfettamente ai posteri con i racconti di chi partecipò a questa vergogna. Da una parte c'era il pentimento di aver fatto del male ad una persona, ma dall'altra la "giustificazione" – Vabbè, non si doveva fare, ma ci ha fatto perdere la partita e la promozione – Serie C 1945/46, girone a 14 squadre, tutte toscane. Ogni domenica battaglie cruente. I nervi tesi a fior di pelle sono sempre pronti a spezzarsi. C'era sempre da temere il peggio per qualsiasi cosa e anche per gli arbitri era difficilissimo arbitrare. La Pistoiese sogna la promozione in B e dopo il giro di boa deve ricevere al Monteoliveto, una dietro l'altra, Prato e Lucchese, anch'esse ai vertici. "Vinciamo questi due derby ed è fatta, dicono i tifosi". Il 17 febbraio arriva il Prato, ma sarà 2-2. I lanieri al 29° sono già in vantaggio per 2-0, poi gli arancioni buttano il cuore oltre l'ostacolo e prima Cecchi, poi Petri pareggiano. Così la partita contro la Lucchese è veramente decisiva. Sarà una vigilia avvolta nel mistero con i tifosi agitatissimi. Temono qualcosa di scorretto (infatti il portiere Vellutini dà forfait a poche ore dalla partita) e si preparano a fare la "guerra". Pensate, ben 6 arancioni titolari su 11 sono nativi di Lucca, "che succederà durante la notte?". Giornata di tiepido sole nell'incipiente primavera davanti a 6000 spettatori. I rossoneri iniziano d'impeto e si portano subito in vantaggio. Veemente reazione degli arancioni e l'elegante Stilli al 15° pareggia. Sospinta dagli incitamenti dei suoi tifosi, la Pistoiese si riversa all'attacco, ma alcune decisioni arbitrali vengono contestate vivacemente, così la beffa è dietro l'angolo e la Lucchese raddoppia con una rete dubbia. Al 16° della ripresa, il fattaccio, l'invasione e la sospensione. Un tiro di un arancione sta per entrare in porta, ma un difensore appostato sulla linea salva con la mano la propria rete. Tutti gridano al rigore, ma l'arbitro fa cenno di proseguire. A quel punto le reti di protezione crollano sotto i colpi dei tifosi arancioni inferociti e una fiumana di gente eccitata, stravolta, irrompe sul terreno di gioco. L'arbitro Alfiero Goracci (che tenta invano di scappare) viene colpito e gettato a terra, addirittura tentano di schiacciarlo con il rullo compressore, ma fortunatamente la forza pubblica e i dirigenti della Pistoiese riusciranno a portarlo in salvo. Le conseguenze saranno pesanti. Partita persa (questo era ovvio) e il Monteoliveto squalificato per 6 mesi. Tutto il consiglio della Pistoiese, riunito il 28/2/1946 nella palestra di Monteoliveto, si dimette. Questa invasione costerà cara anche negli anni a venire perché gli arbitri malvolentieri accettavano di arbitrare la Pistoiese e quelli che venivano non erano certo indulgenti. Alfiero Goracci non arbitrò più. L' 1 febbraio del 1976 (a quasi 30 anni da quel giorno) il presidente della Pistoiese Marcello Melani organizzò in Comune una toccante cerimonia, apprezzatissima anche dai vertici della federazione, per chiedere scusa a nome dei pistoiesi. Goracci si è spento nella sua Firenze il 12 dicembre 1986 all'età di 80 anni.
